Pavimenti in resina da giardino: guida, fotografie ed esempi più belli

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I pavimenti in resina sono utilizzabili all’interno e all’esterno e rappresentano la modernità nel campo delle finiture, perché sono un vero e proprio rivestimento, sia orizzontale sia verticale. In giardino rappresentano una soluzione originale e conveniente dal punto di vista della manutenzione,  permettendo di attuare soluzioni fuori dal comune. Se ti incuriosisce l’idea dei pavimenti in resina da giardino ecco per te guida, fotografie ed esempi più belli per una panoramica generale.

I pavimenti in resina da giardino: la guida

Varie possono essere le motivazioni che spingono a pavimentare un giardino:

  • La necessità di un percorso agevole su terreno naturale
  • Il bisogno di creare uno spazio di riposo e intrattenimento nel verde
  • La necessità di una piazzola di sosta per l’auto
  • Motivi igienici rispetto alla vegetazione invadente
  • Necessità di creare uno spazio riservato ad animali
  • Desiderio di movimentare lo spazio verde con interventi architettonici ad effetto

In ognuno di questi casi il pavimento in resina da giardino può essere una soluzione adeguata. Ma innanzitutto devi sapere che esso si differenzia dal pavimento in resina per interni riguardo il sistema di posa e i trattamenti da applicare in superficie.

pavimenti in resina
La posa di un pavimento un resina da giardino

Mentre il pavimento in resina da interni sfrutta  un supporto già esistente, in giardino questo supporto non esiste. E’ necessario quindi creare sul suolo sciolto un massetto in cemento perfettamente piano e asciutto su cui posare la resina bi-componente o tri-componente del pavimento. Ciò comporta problematiche legate all’umidità proveniente dal suolo che dovranno essere necessariamente risolte, pena il distacco della resina.

Altro fattore importante nella posa del pavimento in resina da giardino è la resistenza al passaggio dei mezzi di locomozione: nel caso di un vialetto o di una piazzola di sosta per l’auto, il massetto di supporto dovrà essere dotato di armatura in rete di acciaio e lo strato di resina mescolato ad inerti di cemento.

pavimenti in resina
La formazione di una piazzola in resina

Fotografie ed esempi più belli di pavimenti in resina da giardino

Vediamo ora gli esempi più belli di pavimenti in resina da giardino, con fotografie. Partiamo da un piccolo spazio magari situato sul retro di casa, che vorresti rendere meno anonimo: con la pavimentazione di resina è possibile costruire forme dinamiche di diverso colore, utilizzando gli inerti colorati in calcestruzzo o marmo, i quali assicurano anche il drenaggio rispetto alla pioggia.

pavimenti in resina
Pavimento in resina in uno spazio piccolo

Fantasia e colore possono essere i motivi dominanti della pavimentazione esterna, anche se decidi di eliminare del tutto la presenza delle piante: in questo caso gli spazi ritagliati dai percorsi sono riempiti con resine dalle tonalità vivaci.

pavimenti in resina
Resina per gli spazi esterni in giardino

Con la resina si può dare risalto a un dettaglio del giardino, come un albero speciale o uno scorcio particolare, formando delle decorazioni che risulteranno piacevoli da guardare affacciati al balcone o alla finestra. Da notare che la resina nasconde anche l’antiestetica vista di eventuali pozzetti a terra.

pavimenti in resina
Decorazioni nei pavimenti in resina da giardino

Veramente elegante l’accostamento tra arredo e pavimento per i mobili da giardino: il disegno a terra è stato creato grazie alla resina, che si presta a svariati motivi decorativi. In questo caso è stato creato un angolo di intrattenimento nel giardino, sottolineato dalla pavimentazione bordata di elementi vegetali.

Offrendo una superficie continua, senza fughe di unione tra piastrelle, i pavimenti in resina da giardino garantiscono che le erbacce non mettano mai radici e che l’acqua piovana non trapeli al di sotto: sono quindi molto indicati anche per i terrazzi.

Ogni volta che si aggiunge un trattamento alla superficie lo spessore aumenta di qualche millimetro, fino a raggiungere un massimo di 1cm per i pavimenti in resina carrabili. L’unico dato importante è la scelta di incassare lo spessore o di conservare il rialzo fuori terra. Particolare da considerare se si è in presenza di persone con difficoltà motoria.

I pavimenti in resina da giardino sono molto pratici in presenza di piscine, sui bordi. Infatti hanno caratteristiche anti-sdrucciolo utili in presenza di pozzanghere. Possono essere anche collocati in aree dove è frequente l’innaffiatura, a patto che sia stato applicato lo strato impermeabilizzante.

pavimenti in resina
Pavimenti in resina a bordo piscina

All’esterno e in giardino i tempi di indurimento del pavimento in resina sono molto importanti: una volta stesa la miscela sul massetto, un buon pavimento in resina può essere calpestato da un pedone già dopo 24 ore. L’indurimento completo della superficie si ottiene in 7 giorni; dopo questo periodo il pavimento è anche carrabile. Dovrai quindi fare in modo in questo lasso di tempo di mettere al riparo dalla pioggia e dal sole eccessivo lo strato di resina altrimenti potrebbe disgregarsi o fessurarsi nell’immediato.

Pavimenti in resina da giardino: come eliminarli

In effetti questo è il luogo dove più di frequente vi è la necessità di modificare la pavimentazione: in occasione di nuove piantumazioni, per far spazio alla piscina, al box auto o a un angolo di ristoro e di ombra. I metodi di eliminazione dello strato di resina epossidica del pavimento sono tre: con il riscaldamento, con il congelamento e con sostanze chimiche.

  • Nel primo caso si procede a scaldare la resina epossidica coprente portandola a temperatura di fusione, cioè a 93 °C. Dopo questa operazione si raschia la resina dal pavimento con un macchinario.
  • Il secondo metodo richiede l’uso di un refrigerante spray tenuto a distanza di 30 cm dalla superficie. In tal modo la resina epossidica si congela, divenendo friabile perchè cristallizzata. Con un martello di gomma la stessa si frantuma e si asporta dalla superficie mediante raschiatura meccanica.
  • Il terzo metodo utilizza un solvente speciale per resine epossidiche a base di Acetone. Si applica su porzioni limitate di superficie distribuendolo omogeneamente e lo si lascia agire per circa un’ora. Si elimina poi il prodotto con un lavaggio di fosfato di sodio sciolto in acqua calda che agisce in circa cinque minuti. Infine si raschia la resina epossidica meccanicamente e si lava il supporto liberato con acqua calda.